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“SONO I NOSTRI?”
“SONO DEI MATERASSI?”
“MA LI POSSIAMO TENERE?”
“E POSSIAMO SCEGLIERE IL COLORE?”
“IO, IO, LO VOGLIO PORTARE IO E VOGLIO FARLO VEDERE ALLA MIA MAMMA !”
“POSSO PRENDERLO CON I FIORI, QUELLO ROSA? E MIA SORELLA QUELLO VERDE, NO BLU, NO LO VUOLE AZZURRO!”

Queste le prime frasi in arabo che ci siamo sentiti dire 2 giorni fa, al momento della consegna dei materassi.

E con gli occhi che hanno i nostri figli la mattina di Natale, il giorno del loro compleanno, quando ricevono la bici nuova, l’ultimo modello di Xbox, il costume di Elsa o la racchetta da tennis nuova, ti salutano, ti ringraziano, ti dicono che quei materassi sono bellissimi!!!!
Molti di loro, dopo mesi, avranno un giaciglio su cui dormire e non più un tappeto liso che diventa umido con le piogge.
Parliamo di materassi, comprendete?
Parliamo di materassi…

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo con le loro donazioni. La cifra non è stata raccolta interamente e mancava davvero poco, ma poco importa, i volontari Support Syrian Children hanno fatto il resto.
Grazie

 

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Quanto è bella la normalità!

Svegliarsi la mattina, abbracciare mamma e papà, essere rimproverati perché si è in ritardo e andare a scuola.

Ecco andare a scuola.

Quei fortunati che ancora possono abbracciare la loro mamma e il loro papà hanno dovuto rinunciare ad essa per diversi anni: quale genitore manderebbe il figlio in una scuola semi-crollata e dal soffitto bucato?

Quale genitore avrebbe il coraggio di salutare al cancello il proprio figlio senza sapere se tornerà a casa?

La risposta è facile: nessuno.

I bambini di questo campo profughi in Giordania sono stati costretti ad interrompere i loro studi i primi anni delle scuole elementari; qualcuno di loro non ricorda più come si scrive il loro nome. I più piccoli non hanno mai impugnato una penna.

In questo campo durante la nostra missione di agosto 2016 abbiamo incontrato una forte volontà nel voler riportare un po’ di normalità nelle loro vite, ma mancava il materiale per tutti i bambini.

Abbiamo quindi deciso di collaborare alla creazione di uno spazio di formazione ed educazione portando quaderni, pennarelli, matite e tanti colori, come testimoniano le foto della distribuzione.

Concedere loro un Diritto sancito dalle più grandi Dichiarazioni Internazionali significa sì dare una forte forma di emancipazione, ma soprattutto concedere un po’ di normalità e conforto, segno che non tutti si son dimenticati di loro.

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Ecco una breve testimonianza della missione di luglio 2016, appena conclusa, nei campi profughi, dove i nostri volontari si sono appena recati.

Segnaliamo la distribuzione alimentare, la distribuzione di cancelleria e il ‘gemellaggio’ con alcuni bambini di una scuola calabrese che hanno mandato disegni e messaggi ai loro coetanei meno fortunati.

Distribuzione Alimentare

150 pacchi distribuiti nei tre campi: in ogni pacco dentro c’erano farina, zucchero, olio, legumi, biscotti, pasta, riso. E tanto tanto desiderio di comunicare interesse e far capire che non sono così abbandonati e dimenticati da tutti.
Questo abbiamo portato nella missione in Turchia, che si è appena conclusa in questo inizio di luglio 2016.


Tra il caldo torrido e le zanzare che infestano l’aria, tra questo nugolo compatto di bimbi, la polvere e quei piedini sempre sporchi
E a guardarli in foto ti viene d’istinto pensare “vi prendo e vi porto via, via per un bagnetto, via per un pasto completo, via per un pomeriggio di giochi, via per farvi fare la nanna tra lenzuolini freschi profumati di lavanda”.
150 nuclei familiari che hanno cibo per qualche tempo, grazie all’impegno e alla generosità di tante persone qui in Italia, grazie all’impegno dei volontari andati giù a testimoniare l’impegno di non dimenticare e abbandonare al loro destino questi esseri umani, in una guerra silenziosa che inesorabile continua e continua e continua.

Distribuzione di cancelleria

Le parole sono un’arma. Un’arma potentissima; saper leggere e scrivere significa emanciparsi, significa conoscere e rivendicare i propri diritti, e accettare anche i propri doveri verso gli altri. Significa armarsi di cultura. Il disegno permette di esprimere emozioni; il disegno permette di esprimere i propri bisogni, desideri, le proprie convinzioni. Il confine tra parola e disegno non è così netto. Sono due concetti che tra loro si intrecciano. Per questi bambini e per queste famiglie poter imparare a scrivere, leggere e poter mostrare i propri sentimenti parlando di sé attraverso i colori è una forma di resistenza. hanno perso casa, lavoro, famiglia, sicurezza, salute, a volte braccia e gambe.
Noi non ci stiamo a che perdano anche la cultura, unico mezzo per emanciparsi e per vincere sul male e sulla guerra. E queste foto dimostrano che con poco si può contribuire a fare tanto, tantissimo per loro in questo senso.
Grazie anche all’aiuto del ComitatoMahmud‬ che ha reso possibile questo progetto.

Consegna e scambio dei disegni

Non ci sono lingue, colori di pelle, religioni o confini che possano fermare la voglia di pace e di condivisione. Grazie a Finuccia Congi, presidente della associazione culturale Mille Eventi, che ha realizzato una bellissima serata per finanziare le attività del comitato, e che ha raccolto questi disegni che sono stati portati in Turchia dai nostri volontari. E grazie a questi bimbi italiani, e alle loro famiglie, e al distretto scolastico della città di Mendicino (Cosenza), diretto dalla professoressa Assunta Morrone, che rinsaldano con amore e delicatezza il rapporto che ci lega a questi bambini siriani, non così tanto lontani geograficamente, privati di tutto tranne che della loro innocenza e della voglia di continuare a sperare.

 

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Eccoci di ritorno dalla missione di aprile 2016, in cui abbiamo realizzato una nuova distribuzione ai campi profughi che seguiamo in Turchia, lungo il confine siriano.

Anche questa volta 160 famiglie circa hanno ricevuto un pacco alimentare. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla generosa donazione della parrocchia della Madonna Incoronata di Padova presso cui è stato realizzato un banchetto dai nostri volontari in data 20/21 febbraio 2016.

Ancora piedi nudi che un tempo calzavano delle scarpe, guance bruciate dal sole, capelli che non vedono una doccia da troppo tempo…e poi i bambini, sempre tanti, sempre troppi…ma ancora sorrisi, e solidarietà, e non dimenticare, e azione concrete.

Grazie, grazie di cuore per avere reso possibile tutto questo.

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Dopo un posticipo, reso necessario per l’ottenimento di condizioni indispensabili di sicurezza per i volontari, a gennaio 2016 è stata realizzata con successo una nuova missione sul confine turco-siriano.

Sono stati raggiunti dai volontari alcuni campi profughi siriani autogestiti, non seguiti da altre organizzazioni o ong internazionali, dislocati in territorio turco lungo il confine siriano, e sono state effettuate le distribuzioni di 200 coperte per le famiglie del campo, 110 sacchi a pelo per neonati e bimbi piccoli e infine generi alimentari.

Tutte le distribuzioni sono possibili grazie alle donazioni libere di persone generose e sensibili alla tragedia del popolo siriano, profugo a pochi chilometri dalla propria terra, o addirittura ancora in essa, che hanno fiducia nella trasparenza e onestà del nostro operato.

Ecco una carrellata di foto delle distribuzioni di coperte e sacchi nanna.

 

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