Gli interventi di SSCh si sviluppano in Medio Oriente e Africa subsahariana e sono accomunati da un metodo basato su prossimità, responsabilità, trasparenza e sostenibilità. L’approccio è umanitario, centrato sull’autodeterminazione della persona con azioni radicate nel territorio, capaci di cambiare traiettorie di vita 

Siria

La guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011, ha costretto milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Oggi oltre 6,8 milioni di siriani vivono come rifugiati nei Paesi limitrofi e circa 6,7 milioni sono sfollati all’interno del Paese, spesso in condizioni di estrema vulnerabilità e con accesso limitato a servizi essenziali e assistenza umanitaria. 

Progetti attivi

ESPERO è un programma di empowerment femminile e rigenerazione sociale guidato da donne ingegnere siriane. Nasce dalla convinzione che la ricostruzione passi anche attraverso la leadership femminile e la valorizzazione delle competenze locali. Dopo un percorso di formazione tecnica e progettuale, le partecipanti hanno sviluppato micro-progetti orientati alla sostenibilità, alle energie rinnovabili e all’autosufficienza comunitaria. Le donne non sono semplici beneficiarie, ma promotrici di cambiamento, accompagnate dalla fase ideativa all’implementazione. ESPERO mira a creare un modello replicabile di leadership femminile capace di generare sviluppo, dignità e futuro.

HELP POINT è un servizio umanitario integrato che funge da centro di riferimento per la risposta ai bisogni primari della popolazione colpita. Funziona come centro di riferimento per famiglie in condizioni di vulnerabilità acuta, offrendo assistenza combinata: beni essenziali, supporto medico di base, latte per bambini malnutriti, tutela degli orfani e accompagnamento sociale. Attraverso un sistema di case management, SSCh seleziona e prende in carico i casi più gravi, garantendo interventi mirati e dignitosi. 

L’Help Point rappresenta un presidio stabile di ascolto, presenza e protezione.

Turchia

La Turchia è il Paese che ospita il maggior numero di rifugiati siriani al mondo, con circa 3 milioni di persone registrate sotto protezione temporanea. Solo una piccola parte vive nei campi ufficiali, sostenuti dalle autorità turche con il supporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), mentre la grande maggioranza è dispersa nelle città e nelle comunità ospitanti, spesso in condizioni di precarietà e con accesso limitato ai servizi essenziali. Le situazioni più vulnerabili restano quelle delle famiglie che vivono fuori dai sistemi formali di accoglienza. 

SSCh opera ormai dal 2013 in uno dei campi spontanei sorto lungo il confine turco-siriano, dove le condizioni di vita sono inimmaginabili e non vi è alcun tipo di assistenza umanitaria. SSCh è l’unica realtà che si prende carico di questi luoghi ‘invisibili’ entrando e operando direttamente sul posto.  

Progetti attivi nel campo profughi spontaneo

SSCh si fa carico quotidianamente delle enormi difficoltà di chi vive nel campo in condizioni drammatiche. In questo contesto le emergenze sono innumerevoli e tutte prioritarie. Sono necessarie risorse dedicate e una gestione attenta di ogni singolo aiuto al fine di garantire ai rifugiati – e ai bambini in particolare – condizioni di vita dignitosi.

Per ottenere questo obiettivo e garantirne la continuità sono attivi progetti che interessano diverse aree di intervento: dalle forniture alimentari, alle cure mediche, alla presa in carico di casi di malnutrizione e di fragilità, all’istruzione, al reperimento di beni di prima necessità e ogni altra emergenza che si presenti nel tempo.

SSCh si occupa di acquistare e distribuire in loco cibo e beni di prima necessità – tende, coperte, materassi, legna, vestiario invernale – indispensabili per assicurare le condizioni minime di vita in un contesto di desolazione e povertà assolute

SSCh ogni mese provvede, in particolare, a consegnare oltre 900 pacchi alimentari, uno per ogni nucleo famigliare censito. I pacchi alimentari vengono ordinati dall’Italia presso fornitori locali – sostenendo la piccola economia locale – per poi essere consegnati dal team di SSCH durante le missioni sul posto.

Il campo era privo sino al 2019 di qualsiasi fonte di acqua potabile e pulita. Sono stati scavati due pozzi che attraverso cinque fontane distribuisce l’acqua in tutto il campo. Il monitoraggio e il controllo periodico della qualità dell’acqua resta indispensabile per garantire l’igiene e la salute di tutti gli abitanti.

In ogni missione di SSCh è presente un medico volontario che per tutta la durata della permanenza al campo, visita e prescrive terapie a bambini e adulti. Le condizioni di lavoro sono difficili e lo sforzo di SSCH è volto a migliorarne l’operatività. SSCh si fa carico dell’acquisto dei medicinali e nei casi più gravi si attiva per facilitare l’ospedalizzazione e per dare continuità di cura a chi ne ha bisogno.

Le carenze alimentari rendono la malnutrizione un problema diffuso in tutte le zone in cui SSCh opera, specie al campo. Su indicazione del personale medico vengono presi in carico i casi individuati e si provvede a fornire con regolarità latte in polvere per neonati e cibi specifici per la prima infanzia. Attualmente sono 45 i casi seguiti da SSCh, costantemente monitorati.

Particolare attenzione è rivolta a quelle famiglie che si trovano a gestire bambini con gravi patologie o handicap e non hanno mezzi per curarli. SSCh è al loro fianco con progetti di sostegno specifici.

È attivo un progetto di adozione a distanza per 130 nuclei di bambini orfani di almeno uno dei due genitori o di entrambe. La quota donata dai sostenitori si trasforma in un voucher spendibile presso le rivendite di beni selezionati da SSCh. La cadenza della distribuzione dei voucher è mensile e viene seguita e monitorata dal team SSCh che dall’Italia e si coordina con i referenti locali. Al rientro da ogni missione SSCh invia il resoconto e le foto a ogni singolo sostenitore.

Nel campo profughi vive Ahmed, un padre che, per un caso di omonimia, è stato ingiustamente imprigionato durante la guerra. Da quando è uscito dal carcere, la sua salute è gravemente compromessa. Su nostra spinta, ha iniziato a realizzare splendidi monili con perline, trasformando la creatività in una possibilità di riscatto. Ad ogni missione, il team di SSCh porta questi manufatti in Italia, dove vengono donati ai sostenitori in cambio di un contributo.

Il ricavato va interamente ad Ahmed e ai suoi figli, con la convinzione che solidarietà e supporto possano emancipare questa famiglia dall’assistenzialismo, offrendo un’opportunità di autonomia attraverso un lavoro onesto e dignitoso. SSCh spera che questo esempio ispiri altri abitanti del campo a sviluppare nuove idee, aprendo la strada a un futuro di indipendenza e riscatto.

Madagascar

Madaproject, una goccia alla volta

Nel sud del Madagascar, nella regione di Toliara – una delle aree più aride e vulnerabili dell’isola – le comunità di Andojy, Ankororoka, Betsinefo e Befoly – circa 2.000 persone di cui oltre 600 bambini – vivono da anni una crisi idrica cronica, aggravata dal cambiamento climatico e dall’isolamento geografico.
Qui l’acqua potabile è scarsa, i pozzi spesso inutilizzabili e le famiglie dipendono da rifornimenti esterni per soddisfare i bisogni più essenziali.

Il MadaProject – Una goccia alla volta nasce per garantire un accesso sicuro e duraturo all’acqua, migliorare la salute e la nutrizione, e rafforzare l’autonomia delle comunità locali.
Gli interventi di emergenza (rifornimenti idrici e supporto sanitario) sono sempre accompagnati da percorsi di formazione, cantieri-scuola e studi di fattibilità per individuare soluzioni sostenibili.

Con il supporto del partner locale FALIFALY e dell’expertise di medici, esperti in agroecologia e tecniche di water harvesting, il progetto promuove un percorso di empowerment comunitario fondato sulla partecipazione attiva e la crescita delle competenze locali.
Tutte le azioni implementate si basano sulla formazione continua e sul capacity building dei beneficiari coinvolti, e sull’empowerment di referenti locali che diventano le nostre antenne sul territorio: figure chiave che garantiscono continuità, ascolto e radicamento del progetto nel tempo.

Azioni del progetto:

Il progetto garantisce assistenza medica di base con un focus sulla salute materno-infantile e sulla prevenzione della malnutrizione.
Durante l’ultima missione medica sono stati visitati 239 bambini sotto i cinque anni, distribuiti kit igienici e realizzati workshop pratici su alimentazione, igiene e prevenzione delle infezioni.
Un medico locale, oggi referente sanitario del progetto, assicura il follow-up costante delle famiglie, mantenendo un contatto diretto con la comunità.
Parallelamente, il progetto promuove interventi nutrizionali mirati attraverso screening periodici, formazione delle madri e distribuzione di alimenti fortificati e integratori terapeutici, per contrastare le carenze croniche e favorire uno sviluppo sano dei bambini.

Ogni settimana i villaggi ricevono acqua potabile tramite autocisterna, misura temporanea ma essenziale in un contesto dove i pozzi sono in gran parte inutilizzabili.
Accanto a questa risposta immediata, il progetto sviluppa soluzioni sostenibili e comunitarie, attraverso cantieri-scuola che sperimentano sistemi di raccolta dell’acqua piovana e del deflusso stradale.
Le famiglie vengono formate alla manutenzione e gestione autonoma di questi sistemi, in un percorso che trasforma l’acqua da bisogno a competenza condivisa.
Il MadaProject evita interventi infrastrutturali complessi e costosi, preferendo soluzioni leggere, non convenzionali e profondamente sostenibili, progettate perché possano essere realmente gestite – anche economicamente – dalle comunità locali.

Le missioni sul campo e le attività attualmente in corso stanno ponendo le basi per affrontare la nutrizione in modo integrato, mettendo in relazione salute, alimentazione e pratiche agricole sostenibili.

Le attività di prossima implementazione includeranno momenti di educazione alimentare e laboratori di cucina che valorizzeranno i prodotti locali e le conoscenze tradizionali, promuovendo scelte sane e rispettose dell’ambiente.

Saranno inoltre avviati corsi di agroecologia dedicati all’uso efficiente dell’acqua raccolta, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza alimentare e sostenere una gestione più resiliente degli orti familiari.

Nel lungo periodo, il progetto intende introdurre elementi di agroforestazione adattati ai contesti aridi, favorendo la coltivazione di specie autoctone resistenti alla siccità e forme di integrazione tra alberi, colture e piccole superfici agricole.
Questa prospettiva permetterà di rafforzare la resilienza ecologica e alimentare delle comunità e di sostenere, nel tempo, la rigenerazione dei suoli.

Il MadaProject investe nell’educazione e nella crescita delle competenze come leve di trasformazione duratura.

Educazione dei bambini.
In una regione dove molti bambini non hanno accesso alla scuola, il progetto sostiene una scuola comunitaria che offre istruzione di base, pasti e un ambiente sicuro in cui crescere.
Per i più piccoli, rappresenta l’unica possibilità di apprendere, di ricevere cure e di costruire un futuro diverso, rompendo il ciclo di povertà e isolamento.

Formazione e capacity building degli adulti.
Parallelamente, il progetto promuove percorsi di formazione per adulti, operatori locali e referenti di villaggio, con l’obiettivo di rafforzare le competenze tecniche, gestionali e sociali delle comunità.
Attraverso attività di sensibilizzazione e pratiche partecipative, si sviluppa una cultura dell’acqua e della cura condivisa, che rende le comunità protagoniste e responsabili del proprio sviluppo.

Gaza

Gaza, un aiuto ora

In risposta all’emergenza umanitaria a Gaza, ci stiamo impegnando a fornire aiuti vitali nonostante le difficoltà di comunicazione e i rischi. Con il nostro team in loco, ogni settimana distribuiamo pacchi alimentari e prepariamo pasti nutrienti per i bambini, cercando di garantire anche verdure fresche. Per affrontare la scarsità d’acqua,  un camion cisterna porta acqua in quattro punti diversi della Striscia. Inoltre, consegniamo tende a chi vive per strada, offrendo riparo e dignità.

Fino a che conflitto ed emergenza non saranno finiti, noi ci saremo.