In Siria, la cura continua oltre la missione

Dal 2 al 10 ottobre, la missione di Support and Sustain Children ha unito l’avvio del percorso Karuna, quattro interventi chirurgici e gli incontri con le famiglie seguite dall’Help Point. Ad Aleppo è proseguito anche il confronto con il Vicariato su una collaborazione per accompagnare le famiglie nel ritorno a casa e sostenere le attività dell’associazione.

Dopo l’arrivo ad Aleppo, poche ore di macchina ci hanno portato all’Help Point di Qah, nel Nord-Ovest della Siria. Durante la missione abbiamo soggiornato a casa di un nostro collaboratore locale, condividendo le giornate con il team siriano e con le persone che seguiamo.

Questa presenza ci permette di conoscere da vicino le condizioni in cui vivono le famiglie, capire come cambiano i loro bisogni e dare continuità al lavoro svolto durante tutto l’anno.

Karuna prende forma attraverso sei donne

La missione ha segnato l’avvio del primo laboratorio di Karuna, il progetto dedicato al benessere e al sostegno psicosociale delle donne siriane.

Tre operatrici dell’Associazione La Lumera hanno accompagnato sei donne in un percorso di cura e benessere. Ciascuna porta con sé responsabilità e difficoltà diverse: un figlio con disabilità, la perdita della propria casa e dei propri beni, la permanenza in un campo profughi, un marito che non riesce a trovare lavoro.

Per alcuni giorni hanno potuto dedicare tempo a sé, condividere esperienze e sperimentare pratiche per prendersi cura di sé e degli altri. Nel corso degli incontri si sono aperte, hanno costruito fiducia e hanno accolto la possibilità di ricevere, a loro volta, attenzione e cura.

Il percorso proseguirà nelle loro comunità. Le partecipanti hanno già immaginato dove proporre i primi incontri con altre donne: una scuola, un centro frequentato dai figli, luoghi che fanno parte della loro vita quotidiana.

Le accompagneremo a distanza, con l’affiancamento di una giovane del posto che le aiuterà nell’organizzazione. È il modello su cui si fonda Karuna: partire dalle donne coinvolte, rafforzarne le risorse e sostenerle nella condivisione delle pratiche apprese con altre donne.

Quattro persone hanno avuto accesso a interventi chirurgici

Durante la nostra permanenza ci ha raggiunto un’équipe medica italiana che, in tre giorni, ha operato gratuitamente quattro persone seguite dall’associazione.

Tra loro, un ragazzo con una grave problematica neurologica, sottoposto a un intervento alla testa, e una donna operata alla mano.

Sono stati giorni di intenso coordinamento tra il nostro team, i medici italiani e le autorità sanitarie locali. Il lavoro continuerà nei prossimi mesi, accompagnando le persone operate nel percorso successivo agli interventi e nelle ulteriori necessità di cura.

L’Help Point e il sostegno alle famiglie

Nel corso della missione abbiamo incontrato, uno per uno, i casi seguiti dall’Help Point, portando a ciascuno un sostegno specifico.

Le necessità delle persone comprendono spesso più aspetti della vita: salute, condizioni materiali, responsabilità familiari e difficoltà nell’accesso ai servizi. Per questo il nostro lavoro parte dall’ascolto e dalla conoscenza di ogni situazione, per costruire un accompagnamento adeguato.

Dopo il rientro del gruppo italiano, il team locale continua a seguire quotidianamente le persone e le famiglie. È questa presenza costante a collegare le missioni al lavoro di tutto l’anno.

Una collaborazione per il ritorno a casa e la continuità dell’assistenza

Ad Aleppo abbiamo incontrato monsignor Hanna Jallouf, Vicario Apostolico, proseguendo il confronto su una possibile collaborazione.

La collaborazione in discussione riguarda il sostegno alle famiglie che vivono ancora nei campi profughi e il finanziamento delle attività dell’Help Point. Queste comprendono ascolto dei bisogni, presa in carico, orientamento e invio ai servizi, con un intervento che comprende anche le necessità sociali e materiali.

Il ruolo di SSCh sarebbe quello di conoscere le famiglie individualmente, valutare le loro necessità e accompagnarle attraverso forme di sostegno definite dall’associazione in base ai bisogni rilevati.

Al termine della missione, la collaborazione resta in fase di sviluppo. L’incontro costituisce un passaggio di confronto progettuale e istituzionale.

L’ultima notte prima del rientro siamo stati ospitati proprio al Vicariato.

La missione si è conclusa, mentre continua il lavoro avviato: organizzare gli incontri comunitari di Karuna, accompagnare le persone operate e restare accanto alle famiglie seguite dall’Help Point.

Grazie alle operatrici di La Lumera, all’équipe medica italiana, al nostro team siriano e a chi sostiene questa presenza quotidiana. Un ringraziamento a Pietro Politi per le fotografie della missione.

Condividi questa storia, scegli la tua piattaforma!